#prìncipisiciliani (sesta parte)

Ma perché ci troviamo nella condizione di un’isola che non è un’isola? Cosa ci porta a chiuderci nella nostra situazione di Siciliani immutabili? Probabilmente non esiste una risposta, o quanto meno non è così semplice darla. Col passare degli anni sempre più si è innescata nel Siciliano una cultura della dipendenza. Praticamente in ogni famiglia (intesa come Famiglia larga con zii e cugini e nonni compresi) c’è un dipendente pubblico: perché? Che sia un’insegnante, un impiegato o un operaio comunale, in ogni famiglia Siciliana c’è un dipendente pubblico. Il cordone ombelicale che ci lega ai prìncipi è così fitto e resistente che è quasi impossibile da tagliare, qualora ne avessimo la voglia. In realtà ci conviene questa situazione. Ci conviene il piatto di pasta che sicuramente ci farà mangiare oggi in cambio di un voto. Ci conviene prenderci quello che oggi, “gentilmente”, ci viene messo a disposizione perché domani non sappiamo se ci sarà. Ci conviene arrenderci ad un sistema che permetta a chi è riuscito ad entrare, per soldi, crimini o talune volte fortuna, di non uscirne più. Uscire da questo sistema significherebbe per i prìncipi, perdere tutto. Perdere il rango, il potere, il prestigio. Talvolta non si tratta nemmeno di soldi intesi come liquidità, ma di potere nel senso assoluto del termine. Potere di modificare il corso delle cose, in comune. Potere di decidere come organizzare la vita pubblica. Potere su chi debba progredire e chi regredire, attraverso la gestione dei finanziamenti comunitari. Potere insomma, assoluto. Potere assoluto che diventa relativo sulla base della propria posizione nei gradini del podio della politica. Dal Consigliere Comunare al Deputato Regionale, cresce il potere, cresce il consenso, cresce l’attaccamento atavico alla posizione conquistata e che nessuno mai deve permettersi di mettere in discussione. Il cerchio torna e si chiude su chi permette il mantenimento delle cose: il Siciliano. Il Siciliano che si lamenta dei prìncipi corrotti ma che si fa guidare nella scelta del voto. Il Siciliano che si incazza per la disoccupazione del figlio, ma che accetta di buongrado l’attesa prospettatagli perché, al momento opportuno, un posto partecipato, poi semi pubblico ed infine pubblico, anche per il figlio si troverà. Nel frattempo, votate Siciliani, votate i prìncipi. (continua..)

Un pensiero riguardo “#prìncipisiciliani (sesta parte)

  1. Veramente puntuale e riassuntivo di una situazione, per quanto spiacevole, vera. Complimenti per la sintesi.

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