#prìncipisiciliani (quarta parte)

Forse. Il problema del forse é atavico per un Siciliano. Non é, però, un forse collegato ad una possibilità né tantomeno ad una speranza. É un forse legato ad una certezza: la certezza che le cose non possono migliorare, forse. Per un Siciliano, forse, significa é così. Perché deve essere cosi. Perché non può migliorare la situazione. Perché i politici/prìncipi mangiano e forse potrebbero far mangiare anche noi Siciliani, ma non vogliono, sono ingordi. Perché il mio voto non cambierà le cose, forse é meglio darlo a chi potrebbe tornarmi utile, domani. Perché qui non c’è lavoro, forse é meglio partire. Il forse é uno status quo immodificabile, appartiene al nostro essere, un essere rassegnato. I nostri genitori ci hanno allevato con l’idea che forse é meglio che ti trovi un posto fisso, piuttosto che mangiare passione e fatica. Forse é meglio che ti tieni l’attività di famiglia, più che cambiare. Forse é proprio il mutamento di quello status quo a spaventarci, perché ci proietta in qualcosa che non conosciamo o conosciamo poco: la libertà di essere. C’è però chi ha scelto di trasformare la certezza del forse in possibilità e speranza. (continua..)

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