una partita a risiko..

L’abbiamo detto centinaia di volte. Quando abbiamo il primo venerdì o sabato libero, una bella partita a Risiko non ce la toglie nessuno. L’idea di passare la notte a piazzare le nostre truppe viola sui territori del nord ovest o in Cita, rubandole all’avversario, ci ha sempre allettato. Il problema è che però, per un motivo o per un altro, non ce la siamo più fatta questa partita. Forse perché era solo un’idea passeggera, o perché in realtà noi a Risiko non ci abbiamo mai giocato. Fa figo raccontare di memorabili partite giocate nella nostra adolescenza, cominciate alle dieci di sera e interrotte alle 6 del mattino per il troppo sonno. Raccontare dei fiumi di birra e di vino che scorrevano mentre conquistavamo l’Oceania o distruggevamo le armate nemiche. Ma queste partite, spesso, non si sono mai giocate. Sono frutto della nostra immaginazione e della nostra voglia di entrare a far parte del club di “quelli che hanno fatto le 100 cose che ogni uomo deve fare prima di morire.” Al posto numero 53, c’è appunto una partita di 23 ore a Risiko. Probabilmente un altro motivo che ci ha fatto desistere dal dare l’avvio alla nostra grandiosa partita è stato l’avversario. Se non troviamo corrisposta la nostra voglia di conquista, di condividere il venerdì o il sabato notte con altri 3 o 5 amanti delle armate blu come noi, questa partita non inizierà mai. Potremmo sempre giocare con Putin però. Vladimir Putin una bella partita a Risiko se la fa, di sicuro! Anzi, lui ha già cominciato a giocare da diversi anni! Prima ha schierato le proprie armate in Georgia, ora in Ucraina. Seguendo alla lettera il regolamento del gioco, lui sa che deve conquistare 24 territori per vincere o avere il controllo di 2 continenti. Qualcuno potrebbe opporsi dicendo che, per fare ciò, verrebbe calpestata la sovranità nazionale di alcuni stati, ma questo è un dettaglio per chi ha a cuore l’unificazione dell’Eurasia sotto un’unica bandiera. Il rischio, non tanto remoto, è che le sue armate, a distanza di anni e nel silenzio globale, annettano uno dopo l’altro gli stati attorno alla Russia. Putin non muove guerra, si esercita! Solo che le sue esercitazioni sono un po’ dentro un po’ fuori i confini russi. Se la palla finisce nel giardino del vicino, con eleganza, ci entra per andarla a prendere. Ma una volta entrato, ci resta a giocare!

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